Questo è uno spazio in cui raccoglierò una parte del mio mondo, quello dedicato alla mia passione per la cucina, in generale.
Sarà sempre in divenire perchè sono sempre alla ricerca della variante, del meglio... di altro.

Luisa

venerdì 30 maggio 2008

Ravioli

ravioli, inserito originariamente da fugzu.

Era tantissimo che non facevo i ravioli e oggi ho fatto una prova... me ne sono venuti ben 93!

INGREDIENTI:

sfoglia:
3 uova
300 gr farina 00

ripieno:
194 gr ricotta di mucca
194 gr parmigiano grattugiato
100 gr spinaci scongelati e tritati finemente (meglio erbette)
1 uovo
sale
pepe
noce moscata.

Per prima cosa ho preparato il ripieno in modo che riposasse un po' mentre facevo la sfoglia.
Ho impastato farina e uova e ho tirato le sfoglie con l'Imperia tirandole fino alla tacca più fine e passando quest'ultima due volte.

Lo stampo che avevo per tagliare i ravioli non era dei migliori (ne esistono che tagliano e pressano leggermente i bordi) ma alla fine il risultato è stato soddisfacente.

Per poterli tagliare in serie ho preso ciascuna sfoglia e l'ho piegata a metà facendo un piccolo segno, poi l'ho riaperta e con lo stampino ho segnato leggermente le impronte in modo da sapere dove poter mettere il ripieno.
Una volta messo tutte le porzioni di ripieno su mezza sfoglia ho ripiegato l'altra metà e ho fatto rima una leggera pressione sui bordi esterni poi via via lungo tutti gli interstizi interni.
Ho poi premuto con lo stampo e tagliato i ravioli.


Li ho posizionati su vassoi spolverati di farina e a fine lavoro ho messo direttamente i vassoi in freezer. Quando la pasta sarà surgelata la potrò trasferire direttamente dentro sacchetti di nylon sigillati e usarli al momento come freschi.

Non so ancora come li condirò forse burro e salvia o forse con un buon ragù di carne, vi saprò dire.

°°°

Alla fine li abbiamo mangiati con burro & salvia! davvero buoni.. e poi lo stampo con cui li ho tagliati si è rivelato davvero buono, non se ne sono aperti nessuno e anche i bordi sono risulati sottili e buoni.

giovedì 29 maggio 2008

Salame di cioccolato


salame di cioccolato, inserito originariamente da fugzu.

Esistono innumerevoli versioni del "Salame di cioccolata"... io tempo fa scelsi questa e me ne innamorai al punto da non provarne più altre versioni.
La ricetta è di Elena e proviene dall'Archivio di Amicincucina.

Salame di cioccolato

INGREDIENTI:
Per 6 persone:

150 gr biscotti secchi
100 gr di zucchero
100 gr burro
1 uovo
50 gr cacao amaro in polvere
3 cucchiai Rhum
1 cucchiaio di Marsala

Se non amate il Rhum, potete sostituirlo con una tazzina di caffé amaro.

Con l'aiuto di un frullino elettrico montate il burro ammorbidito con lo zucchero fino ad ottenere un composto soffice e cremoso. Incorporate poi l' uovo ed il cacao che farete scendere a pioggia da un colino in modo che non si formino dei grumi. Per ultimi aggiungerete i biscotti che avrete pestato con un batticarne ottenendo delle briciole abbastanza grosse.
Amalgamate bene aiutandovi con un cucchiaio di legno e insaporite il tutto con il Rhum ed il Marsala che aggiungerete goccia a goccia in modo che si uniscano bene al tutto. Formate un salame e avvolgetelo nella carta forno facendo in modo che sia bello compatto e fermato bene alle estremità. Fatelo rassodare in frigorifero per almeno 3 ore e prima di servirlo, tagliato a fette.

Non ho messo liquori nè caffè perchè era per i miei figli.

La prossima volta, formato il salame, lo rotolerò nello zucchero a velo e poi lo chiuderò nella carta forno, in modo che, quando lo presenterò somiglierà ancora di più, con la caratteristica "buccia" bianca impolverata, a un salame. Ad essere dei perfezionisti potrei anche aggiungere una legatura di spago...

Pane al mais


pani: al mais e integrale, inserito originariamente da fugzu.

A sinistra nella foto.

Anche la ricetta di questo pane proviene da un allegato del quotidiano Repubblica.

Ho fatto i due impasti uno di seguito all'altro e ho cotto i due filoni di pane insieme. Come leggerete, le procedure e il risultato hanno molti punti in comune pur essendo i sapori davvero diversi ma complementari. per entrambi sono molto soddisfatta del sapore ma vorrei fare un paio di ulteriori prove per aumentare la leggerezza. Le indicazioni e i quantitativi non erano precisi e il risultato pur essendo buono può diventare, con un paio di prove ulteriori, eccellente.

INGREDIENTI:
(1 filone grande, in mezza teglia)

400 gr farina 00
200 gr farina mais
50 gr semi girasole tritati
25 gr lievito birra (1 panetto)
1 bicchiere di latte tiepido (300 gr)
acqua qb (non ne ho messo)
1 cucchiaio raso di sale ( 12 gr)
1/2 cucchiaino zucchero ( 2 gr)

Ho sciolto nel latte tiepido lo zucchero e il lievito. Ho mescolato le farine con i semi tritati e ho impastao il tutto con il Kenwood per circa 10 minuti. Ho aggiunto il sale per ultimo.

Ho messo a lievitare per una ora dentro al forno spento (scaldato per pochi minuti a 50°C), dentro a una scatola di plastica chiusa ermeticamente.

Come indicato nella ricetta originaria ho preso l'impasto e l'ho lavorato brevemente prima di formare una forma allungata che ho posto su una teglia foderata di carta forno.

Ho spruzzato leggermente con acqua e coperto con un telo di nylon, lasciando lievitare ancora 30 minuti.

Ho spruzzato ancora con acqua , spolverato con farina e fatto tre tagli con una lametta poi ho infornato a 200°C forno ventilato per 35 minuti.


il pane di farina di mais è quello di destra

CONSIDERAZIONI:
(come per il pane integrale)

L'impasto è risultato ben idratato, equilibrato e davvero piacevole nel sapore ma secondo me può risultare ancor più leggero.

La prossima volta seguirò le tempistiche solite della mia panificazione:
riposo di 30 minuti dopo aver impastato, poi messa in forma e riposo di una ora abbondate senza lavorare nuovamente l'impasto.
Proverò una cottura leggermente più lunga.

Questo pane ha grosse potenzialità.. lo proverò sicuramente finchè non sarà perfetto.

°°°
Confesso: ho assaggiato i due pani, di mais e integrale.. ancora caldi e la consistenza mi sembrava troppo... umida, questa sera li abbiamo rimangiati e il sapore e la consistenza è cambiata completamente, la tessitura rimane fine ma le fette sono asciutte e davvero buone pur non essendo un pane leggero e soffice. Aumento il punteggio di entrambi i pani... pur aspettando di raccontarvi le prossime prove.

Pane integrale


pani: al mais e integrale, inserito originariamente da fugzu.

il pane integrale è quello in primo piano

La ricetta di questo pane proviene da un allegato del quotidiano Repubblica.
Le indicazioni e i quantitativi non erano precisi e il risultato pur essendo buono può diventare, con un paio di prove ulteriori, eccellente.

INGREDIENTI:
(1 filone grande, in mezza teglia)

300 gr farina segale
100 gr farina integrale
200 gr farina 00
25 gr lievito birra (1 panetto)
1 cucchiaio di miele (38 gr)
1 cucchiaio di semi di finocchio pestai (8 gr)
1 cucchiaio raso di sale (12 gr)
3 cucchiai olio extravergine (24 gr)
acqua tiepida ( 310 gr)

Ho sciolto il lievito con il miele nel latte tiepido e ho versato il tutto nelle farine precedentemente mescolate con i semi di finocchio macinato.

Ho impastato con il Kenwood per circa 10 minuti, verso la fine ho aggiunto il sale e appena è stato assorbito dall'impasto ho aggiunto l'olio.

Ho messo a lievitare per una ora dentro al forno spento (scaldato per pochi minuti a 50°C), dentro a una scatola di plastica chiusa ermeticamente.

Come indicato nella ricetta originaria ho preso l'impasto e l'ho lavorato brevemente prima di formare una forma allungata che ho posto su una teglia foderata di carta forno.

Ho spruzzato leggermente con acqua e coperto con un telo di nylon, lasciando lievitare ancora 30 minuti.

Ho spruzzato ancora con acqua , spolverato con farina e fatto tre tagli con una lametta poi ho infornato a 200°C forno ventilato per 35 minuti.


il pane integrale è quello sulla sinistra

CONSIDERAZIONI:
L'impasto è risultato ben idratato, equilibrato e davvero piacevole nel sapore ma secondo me può risultare ancor più leggero.

La prossima volta seguirò le tempistiche solite della mia panificazione:
riposo di 30 minuti dopo aver impastato, poi messa in forma e riposo di una ora abbondate senza lavorare nuovamente l'impasto.
Proverò una cottura leggermente più lunga.

Questo pane ha grosse potenzialità.. lo proverò sicuramente finchè non sarà perfetto.

Torta soffice di limoni e mandorle


Torta soffice di limoni e mandorle, inserito originariamente da fugzu.

Domenica scorsa mi hanno regalato una casetta di limoni non trattati provenienti dalla Liguria: questa ricetta, davvero originale, proviene dall'Archivio di Amicincucina.

La torta che otterrete sarà piccola e non molto alta ma davvero soffice e delicata. Nel caso vogliate raddoppiare la dose ricordatevi di usare uno stampo grande e di prolungare eventualmente la cottura a 50 minuti, facendo sempre la prova stecchino per controllare la fine cottura.

INGREDIENTI:

2 limoni non trattati ( poi da cotti ne userete SOLO 1 +1/2)
125 gr zucchero semolato
150 gr farina di mandorle (o mandorle sbucciate e tritate al mixer)
3 uova
1/2 cucchiaino di lievito in polvere per dolci
1 pizzico di sale

zucchero a velo per spolverare una volta freddo, prima di servire

tortiera 22 cm di diametro ( io ho usato una a cuore a cerniera)

°°°

Lavare bene i limoni, metterli in un pentolino con abbondante acqua fredda e portare a ebollizione. Cuocere per 1 ora circa poi scolateli e lasciateli raffreddare.

Risulteranno molto morbidi, tagliateli a metà e estraete gli eventuali semi. Usate solo 1 limone e 1/2. Mettete i limoni a pezzi, nel mixer e riduceteli a purea.

Separate i tuorli dagli albumi mettendoli in due contenitori ampi: mettete metà zucchero in ciascun contenitore.
Montate gli albumi aggiungendo anche un pizzico di sale.
Frullate i rossi con lo zucchero restante.

Versare nella ciotola con i rossi e lo zucchero, la polpa di limoni, poi il lievito e la farina di mandorle un po' per volta, aiutandovi con una spatola.
Per ultimo, sempre un po' per volta, incorporate gli albumi montati.

Versate il composto in uno stampo foderato con carta forno e eventualmente imburrato sui lati.

Infornate a forno ventilato a 180°C per 10 minuti poi abbassate a 170°C per altri 22 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare, poi sformate. Solo al momento di servire spolverate con zucchero a velo.

Questo dolce sembra una variante di quello alle carote che ho già pubblicato e che noi adoriamo.
Leggero e ben calibrati i sapori e le consistenze. Ottimo!

venerdì 23 maggio 2008

Cuoricini di pane


cuoricini di pane, inserito originariamente da fugzu

Avevo un avanzo di impasto di tigelle da qualche tempo in freezer, ieri mi è venuto in mente di utilizzarlo in un modo nuovo.
Ho lasciato scongelare l'impasto a temperatura ambiente ( l'avevo surgelato già lievitato, erano dei ritagli reimpastati) poi l'ho steso di uno spessore di poco più di mezzo cm e l'ho tagliato con una formina a forma di cuore che solitamente uso per i biscotti di frolla.

Ho messo tutti i cuoricini su una teglia foderata di carta forno e li ho lasciati a lievitare ulteriormente per un'altra ora coperti da un foglio di nylon.

Li ho infornati a forno ventilato a 210°C per 12 minuti.

I cuoricini si sono gonfiati ma non deformati.
Crosta sottile ma leggeri e mollicosi con un sapore che ricorda la focaccia.

Davvero buoni !

Purè di papaia alla menta con crostacei


Purè di papaia alla menta con crostacei, inserito originariamente da fugzu.

Ecco la terza ricetta con la papaia, anche questa è tratta dal numero di maggio 2008 della Cucina Italiana..
Purtroppo io avevo solo dei mini gamberetti e non delle code di scampo quindi l'effetto e il sapore finale dei crostacei è stato meno accentuato rispetto al dolce della papaia, ma nell'insieme mi è piaciuto davvero ed è anche un piatto velocissimo.

INGREDIENTI:
(per 4 persone)

400 gr papaia pulita (2)
250 gr code di gambero sgusciate
250 gr code di scampo sgusciate
50 gr olio extravergine di olive
40 gr pinoli
menta fresca
sale
pepe

Ho frullato la polpa di papaia con 40 gr di olio, poco sale e pepe.
Ho tostato velocemente in una padella antiaderente i pinoli poi li ho messi da parte in una ciotolina. Ho saltato con i 10 gr di olio rimasto le code di gambero e scampi salandoli e pepandoli a fine cottura.
Ho distribuito sul fondo di ciascun piatto un po' di purè , ho adagiato le code di gamberi e scampi e spolverato con menta e pinoli.

martedì 20 maggio 2008

Biscotti cioccolatosi di Tulip


Biscotti cioccolatosi di Tulip, inserito originariamente da fugzu.
Avevo voglia di provare dei biscotti nuovi e nello stesso tempo i mie figli volevano biscotti cioccolatosi. Gironzolando mi sono imbattuta in questa ricetta sul Blog di Tulip: lei è una garanzia, li ho fatti subito!

Biscotti Cioccolatosi di Tulip

INGREDIENTI:

200 gr cioccolato fondente ( io avevo al al 50 %)
100 gr burro
115 gr zucchero semolato
3 uova
1 cucchiaino di essenza di vaniglia ( io ho messo un po' di semini di una bacca)
240 gr farina
30 gr cacao ( io ho messo amaro non essendo specificato)
1/2 cucchiaino di lievito (3 gr)
1 pizzico di sale
60 gr zucchero a velo per spolverare PRIMA di cuocere

PREPARAZIONE:

Ho sciolto a microonde (si può fare anche a bagnomaria) in un paio di volte il cioccolato e mescolando con una spatola ho aggiunto piano piano il burro, poi le uova una per volta e infine lo zucchero.
Ho poi trasferito in una ciotola più grande e sempre aiutandomi con una spatola ho incorporato un po' per volta la farina, il cacao, il lievito, il pizzico di sale aiutandomi con un colino.

Ho ottenuto un impasto morbido compatto.
Tulip diceva di formare subito le palline aiutandoci con due cucchiaini.. io non avevo abbastanza tempo così ho messo l'impasto, chiuso in una scatola sigillata per un'ora in frigorifero.

Ho pensato al procedimento dei ghoriba e ho seguito la stessa procedura.

Ho tolto l'impasto dal frigorifero e ho formato tanti cilindri lunghi aiutata da un piano di lavoro in plastica.. l'impasto si lavorava facilmente. Ho poi tagliato tanti piccoli cilindretti di meno di 1 cm e li ho rotolati velocemente nelle mani fino a formare delle palline.
Ho ruzzolato velocemente le palline nello zucchero a velo, sbattendole poi in un piccolo colino per togliere l'eccesso.
Ho posizionato le "palline" ( ne ho ottenute 77) su 4 teglie foderate di cartaforno che ho infornato a due a due a 160°C forno ventilato per 15 minuti.
Tulip indicava la stessa modalità e temperatura ma con tempi variabili da 15 a 20 min.

La scelta probabilmente deriva dalla dimensione e dal fatto se si vuole un biscotto completamente asciutto o leggermente umido all'interno.

I mie biscottini, probabilmente perchè l'impasto era stato in frigorifero si sono "seduti" meno di quelli di Tulip..

Erano piccoletti quindi in 15 minuti si sono cotti asciugandosi completamente... il profumo, il super sapore di cioccolato e la leggerezza li rende fantastici.. nella consistenza somigliano ai ghoriba.

Diventeranno sicuramente altri biscotti di casa nostra.. poi ora ho la scusa di farli di nuovo per capire la differenza se l'interno rimane un po' più umido.

Grazie ancora Tulip!
CONSIDERAZIONI 2
Li ho rifatti ( li porterò alla Festa della scuola di mia figlia Clara), seguendo le solite indicazioni ma, a questo giro, li ho fatti un po' più grandi, ne sono venuti 65 ( 2 teglie piene più 5 biscottini).
Cottura sempre forno ventilato, solo 11 minuti.
Sembrano ancora più belli... poi vi racconto all'assaggio se l'interno è rimasto parzialmente morbido.
Alcuni superstiti della prima prova sono ancora nella scatola dei biscotti... sono sempre più buoni, anzi migliorano dal secondo giorno... per darvi l'idea della consistenza (di quelli) sembrano fatti di mousse "solida"... davvero leggeri.

CONSIDERAZIONI 3

Ieri sera li ho rifatti seguendo le solite dosi ma utilizzando cioccolata fondente Coop al 60%. Ho fatto riposare sempre l'impasto un'ora in frigorifero poi ho formato le palline abbastanza grandicelle in modo da ottenere due teglie di biscottini.
Ho cotto una teglia alla volta, forno ventilato a 150°C per 12 minuti poi messo a raffreddare su una griglia.
PERFETTI! :D

CONSIDERAZIONI 4

Li ho rifatti, saranno con i Ghoriba i biscotti del Natale 2008.Ho fatto l'impasto la sera e li ho formati e cotti la mattina.
Ho ottenuto circa 70 biscottini che ho cotto in infornate singole in 3 teglie foderate di carta forno.
Temperatura 160°C forno ventilato per 12 minuti. Li ho fatti un po' più asciutti perchè dovrò metterli nei sacchetti. In ogni caso starannoa d asciugare su una griglia per 24 ore.


CONSIDERAZIONI 5

Li ho rifatti utilizzando pasticche di cioccolato fondente professionale, da copertura, al 62% .
Ho seguito la procedura senza riposo finale.
L'impasto era morbido e lucido, non appiccicoso.
Mi sono messa dei guantini bianchi di plastica e usando come misura un cucchiaino. Ho formato le panni e senza toccarle le ho messe in una ciotolina con dello zucchero a velo.
Smuovendo al ciotola, senza toccarle  le ho imbiancate con lo zucchero a velo.
Ho ottenuto 70 pezzi che ho cotto in due teglie e mezzo, foderate di carta da forno a 160°C forno ventilato per 11 minuti.
Sono risultati friabili e leggerissimi ma senza interno umido.
Forse la prox volta li cuocerò un minuto in meno. Anche così sono comunque buonissimi e profumati.


lunedì 19 maggio 2008

Papaia in insalata con pomodorini e mozzarella


papaia in insalata con pomodorini e mozzarella, inserito originariamente da fugzu.

Questa ricetta è tratta dal numero di maggio 2008 della Cucina Italiana. Davvero veloce e ottima ! Importantissima la qualità e la freschezza degli ingredienti.

INGREDIENTI:

800 gr papaia
400 gr pomodorini
200 gr mozzarelline (mozzarella di bufala a pezzetti)
50 gr crescione (insalatina piccola tipo valeriana)
40 gr frutti di cappero (capperi)
40 gr olio extravergine di oliva
1 lime (1 limone)
origano fresco
sale
pepe

Avevo una grossa papaia solamente, quindi ho cercato di seguire la proporzione degli ingredienti. Ho spremuto il succo di limone e (mi sono dimenticata di grattugiare la buccia come richiesto) poi ho emulsionato con olio, un pizzico di sale e pepe.
Ho tagliato a cubetti la papaia (non ho ricavato palline perchè mi sembrava assurdo sprecare della polpa), ho unito i pomodorini interi ( perchè erano davvero piccoli, altrimenti li avrei tagliati a metà), poi la mozzarella a cubotti, i capperi ben sciacquati in acqua e strizzati, qualche foglia di valeriana, ho spolverato con origano e condito con l'emusione .

Effetto ottico molto bello ma vi assicuro che l'insieme di sapori diversi è altrettanto piacevole.

domenica 18 maggio 2008

Tortelloni con funghi alla Luvi


Tortelloni con funghi alla Luvi, inserito originariamente da fugzu.

Qualche giorno fa quando sono stata a Faenza dai mie genitori mi hanno regalato 10 uova speciali: sono di gallina romagnola.
E' una razza che ha rischiato l'estinzione e che mio padre, da poco alleva, partecipando a un piccolo progetto di salvaguardia della razza.
Le uova di questa gallina sono dal guscio bianco e sottile e hanno la particolarità di essere buonissime per prepare la sfoglia perchè il tuorlo è, in rapporto all'albume, più grande rispetto ad altre uova.

Stamattina ho provato a fare un po' di pasta ripiena proprio per capire questa differenza.

Ho impastato 3 uova con 300 gr di farina 0 e ho tirato delle sfoglie con l'Imperia fino alla tacca più sottile, ripassando l'ultimo giro due volte.
Ho poi tagliato in orizzontale ciascuna sfoglia e poi in verticale per ottenere dei grossi quadrettoni.
Lì ho riempiti con un ripieno inventato al momento (ricotta, parmigiano, funghi champignon freschi, sale pepe e noce moscata).
Li ho cotti in abbondate acqua salata ( la cottura è stata più veloce) e conditi con solo burro & salvia proprio per evidenziare i sapori di sfoglia e ripieno.

Posso subito dirvi che la differenza nell'impasto è stata immediata. Pur rimanendo morbido l'impasto non era appiccicoso ma elastico.
Era più facile la chiusura del tortellone e si poteva abbondare con il ripieno senza aver paura che si rompesse la sfoglia o che non aderisse nella chiusura.

Una volta cotti la sfoglia non si è nè rotta nè si sono aperti. E' risultata più fine e delicata nel sapore rispetto a una simile impastata con la stessa farina e uova diverse.

Per quanto riguarda il ripieno volutamente non ho aggiunto un uovo come legante come solitamente si fa perchè non volevo inumidirlo troppo dato che i funghi erano freschi.

Il risultato finale di insieme è stato stupefacente, delicatezza di sapori individuali e d'insieme. Ricotta, parmigiano e funghi tritati fini si sono "fusi" in cottura diventando un tutt'uno di sapori e consistenze.
Lì rifarò sicuramente, ecco in dettaglio le dosi con cui noi 4 abbiamo mangiato abbondantemente: ho ottenuto 64 tortelloni.

INGREDIENTI:
sfoglia:
3 uova
300 gr farina 0

ripieno:
190 gr ricotta di mucca
190 gr parmigiano grattugiato
108 gr funghi freschi champignon tritati finemente
noce moscata
sale
pepe

condimento:
un mazzetto di salvia tagliata a pezzetti con le forbici
burro
parmigiano grattugiato

Triglie con papaia e olive taggiasche


triglie con papaya e olive taggiasche, inserito originariamente da fugzu.

Questa ricetta è tratta dal numero di maggio 2008 della Cucina Italiana: gli ingredienti sono in abbinamento per me insolito ma vi assicuro che merita provare.

INGREDIENTI:
(per 4 persone)

600 gr filetti di triglia ( circa il doppio di pesci interi)
400 gr papaia pulita ( 2 frutti grossi)
60 gr di olio Evo
50 gr olive taggiasche snocciolate
poco sale

Tagliare finemente le olive e mettetele in una ciotolina con 30 gr di olio extravergine di oliva.

Pulite le papaie, tagliandole a metà, togliendo i semi all'interno con un cucchiaino e sbucciandole. Tagliate a fettine sottili, disponendole su un grande piatto di porta, conditele con pochissimo sale e 30 gr di olio.

Se avete acquistato le triglie intere togliete le squame con un coltello grattandole controverso, poi tagliatele lungo il ventre e estraete le interiora.
Appoggiatele su un fianco e fate una incisione, sul lato, in profondità, fino alla lisca verticalmente, sotto la pinna della testa.
Incidete poi sulla schiena dal taglio sotto la testa fino alla coda e aiutandovi con la lama staccate il filetto dalla lisca. Girate la triglia e rifate l'operazione per l'altro filetto. A fine vi troverete con i due filetti e la lisca intera completa di testa da scartare.
Cuocete per 4 minuti a vapore i filetti di triglia .
Spolverate con metà delle olive le fette di papaia poi adagiatevi sopra i filetti e spolverate con le restanti olive e il loro olio.

Vi assicuro che io non amo tutti i pesci e la frutta non mi fa impazzire ma questo accostamento ci è piaciuto davvero tanto. Consistenze e sapori particolari e marcati dei tre ingredienti base rimangono distinti ma creano anche un nuovo sapore unico.
Penso sia geniale anche il fatto di sfilettare le triglie pesce considerato "povero" per le lische ma che in realtà in questa preparazione è davvero nobilitato.

sabato 17 maggio 2008

Lamington


Lamington, inserito originariamente da fugzu.
Ho trovato questa ricetta, minuziosamente descritta e fotografata, sul sito di Marble: è un dolce tipico Australiano.
Ho seguito alla lettera le indicazioni e nonostante qualche difficoltà con la consistenza della cioccolata fusa.. sempre troppo densa, alla fine il risultato è stato davvero sorprendente, ottimo.
I dolcetti sono all'interno morbidi e soffici, non troppo dolci, con una sottile crostina di cioccolato fondente e una "peluria" di cocco.
Provateli!
Ecco la ricetta:
ingredienti:
250 gr farina
200 gr zucchero
1 uovo
50 gr burro fuso
150 gr latte (1 bicchiere) per l'impasto, più altro per sciogliere il cioccolato
1/2-1 cucchiaio di miele
1/2 bustina di lievito per dolci
cioccolata fondente qb
cocco grattugiato qb

Far fondere il burro e farlo raffreddare, montare l'uovo con lo zucchero; aggiungere il latte, il burro fuso. Quando sono amalgamati unire il miele, infine la farina ed il lievito.
Mettere in una tortiera (meglio sarebbe quadrata)
Infornare a 190°-200° ( io ho cotto in forno ventilato a 180°C) per 20' (fare sempre comunque la prova stecchino).
Appena possibile (quando si è freddato un po') sformare e far freddare su una griglia; quando è ben freddo tagliare a cubetti.
Sciogliere il cioccolato (ho usato fondente al 70%) con del latte (tanto quanto basta a rendere il composto più morbido e in modo da immergervi comodamente dopo i pezzetti di dolce). Immergere i cubetti di dolce nel cioccolato fuso e passarli nel cocco grattugiato.
Tenere in frigo fino al momento di servire.
°°°°
Devo confessare che ieri ho fatto una doppia dose della ricetta di Marble... e avendo poco cocco non ho "bagnato" tutti i cubetti.
Naturalmente lo stampo era grande e la cottura a 180°C ventilata si è protratta per circa 45 minuti.
Oggi ho sciolto a microonde (in un paio di volte con intervallo e mescolando con un cucchiaino) 100 gr di cioccolato fondente al 70% ; ho poi aggiunto un po' di burro, mescolato ancora e circa mezzo bicchiere di latte a temperatura ambiente.. un po' per volta e mescolando sempre.
La consistenza del composto questa volta è stata migliore: tipo cioccolata in tazza ho messo più latte) e usando le lame di due coltelli ho agevolmente girato il cubetto nel cioccolato morbido senza imbrattarmi.
Ho fatto aderire il cocco semplicemente usando una ciotola e mettendone un po' sul fondo: ho posizionato il cubetto bagnato di cioccolato e l'ho fatto saltare muovendo solamente la ciotola.
Ora anche i secondi cubetti aspettano in frigorifero.. ma stamattina abbiamo fatto colazione con cubetti "nature" spalmati di marmellate varie

venerdì 16 maggio 2008

Pasta fredda del Marchese


Circa un anno fa scrissi su Amici in Cucina il racconto di questa ricetta, poi l'amica Imercola la provò e ne scrisse sul suo Blog, ora la trascrivo per tutti Voi.

"Come avete capito le ricette per me sono un legame , una traccia come qualunque momento della mia vita .. devono avere un significato...oltre ad avere una personalità ed essere buone.

Questa ricetta nasce da una persona, il Marchese, come lo chiamavano a Procida, come lo era dalla nascita, Marchese Antonio Altoviti Avila, uno dei grandi vecchi che ho avuto l'onore di conoscere, il prozio di mio marito, ma anche il marito della figlia di Badoglio, l'ultimo di una antica stirpe di gente di altri tempi i cui avi commissionavano a Raffaello "busti" ma che nello stesso tempo aveva creato la sua fortuna essendo tra i primi a lavorare nell'Istituto LUCE, o facendo in giro per il mondo il direttore di produzione per Carlo Ponti... girando il mondo quando ancora era "sconosciuto" .. uno di quelli che riuscivano a vivere intensamente una vita e mille vite, mille successi e mille sconfitte e .. e avevano sempre un sorriso...

E' morto da qualche anno ma per me c'è sempre.
Ricopio da un foglietto scritto di suo pugno (20 anni fa) una ricetta di una pasta fredda che si cucinava spesso.. si perché alla fine da tanti fasti... era rimasta solo la storia... ma anche un po' di .. classe.

RICETTA
(Vi copio da un foglietto scritto di suo pugno)

Cuocere la pasta (mezzi rigatoni) condirla con olio abbondante e lasciarla raffreddare. A parte preparare sugo con tonno, olive nere di Grecia, 4 acciughe spinate (o pasta di acciughe) e all'ultimo momento buttarci il caviale e il prezzemolo.
Noi usavamo il succedaneo del caviale... non so esattamente l'origine della ricetta... ma era in odore del suo Vecchio Mondo.. della colazione e del prosecco.. di un altro mondo... che non può scomparire...

Che ve ne pare?
Vi posso solo dire: buonissima, pochi ingredienti, da mangiarne.. fino a morirne... perché col giusto equilibrio di sapori.. un po' ti riempie e un po' ti lascia la voglia di mangiare le ultime due forchettate..."

giovedì 15 maggio 2008

Le Teglie di Montetiffi


GIRI IN ROMAGNA

Era forse da più di un anno che volevo andare a fare un giro nella zona di Sogliano sul Rubicone e a Montetiffi. Finalmente ieri, dopo essermi organizzata per gli impegni giornalieri familiari, sono riuscita a “scappare” e dedicare una giornata al mio animo “zingaro e passionale”.
Chi mi conosce sa che la mia curiosità per la tradizione Romagnola è esplosa dopo che ho lasciato Faenza 20 anni fa… lasciando gli odori i sapori i colori di Casa ho capito quanto fossero speciali ma anche che potevo, attraverso il recupero e la loro rivalutazione, dare valore anche a quelli della mia nuovo Territorio e Casa: Pistoiesi e… Toscani.

Attraverso la lettura di Cucina di Romagna (AUT: Graziano Pozzeto; ED: Franco Muzzio) ho ritrovato vecchi racconti di mia nonna e cose sentite dire in casa di amici e parenti ma che pensavo di aver dimenticato. E’ nelle pagine di questo libro che per la prima volta ho sentito parlare dei Testi di Montetiffi… in casa mia le piadine non si sono mai fatte anche se io ne sono golosa. Mia nonna mi ha sempre raccontato che lei le faceva nel camino, cuocendole su un pezzo di pietra arenaria: trovare una pietra adatta allo scopo era difficilissimo perché facilmente, a secondo di come era sfogliata, la fiamma le poteva rompere.

Facendo ricerca in Internet ho poi trovato solo il portale Miti di Romagna con foto e informazioni, una vera tentazione… ho cercato ancora ma non ho trovato nessuno che le vendesse o che le spedisse né quanto costassero.
Vederle per qualche attimo, accendendo per caso la tv, una mattina su Rai 1, alla Prova del Cuoco è stato l’innesco finale …


Raggiungere la zona di Montetiffi e Ville del Monte non e facile se non si ha una cartina o un navigatore che ci aiuta, ma il giro merita davvero, come la possibilità di vedere paesaggi incontaminati e chiacchierare con gente davvero cordiale.

Uscita dalla E45 presa in direzione Roma ho seguito le indicazioni per Sogliano sul Rubicone oltrepassandolo la strada , ben asfaltata, si è assottigliata e ha iniziato a salire a tornati stretti.. attorno natura incontaminata, pochi piccoli paesi e colline verdeggianti parzialmente coltivate dove all’improvviso manciate di mucche o pecore decoravano crinali semi brulli o fioriti di erbacee spontanee, sali e scendi e l’animo è in pace col mondo, fuori dal tempo.

Ho passato Strigara, Ca’ Conti, Montegelli e a Meleto di Sotto ho girato a sinistra per Ville del Monte. A pochi metri dal cartello di Ville sulla sinistra ho trovato la casa dei “tegliai”, si perché la storia ha del fascino fin dall’inizio e merita essere raccontata come l’ho scoperta in diretta ieri.

Appena scesa dalla macchina mi sono imbattuta in colui che ha reso reale e ancora viva una vecchia tradizione, passione, identità. Fin da subito abbiamo iniziato a chiacchierare come amici di vecchia data. Mi ha raccontato come 10 anni fa ha chiesto all’ultimo tegliaio di andare da lui a bottega per imparare questo mestiere, di come questo vecchio fosse scettico sugli intenti dell’ennesimo giovane che voleva provare il mestiere strano.. di come quel vecchio poi si stupì della tenacia e costanza del giovane che in breve lasciò lavoro, casa e si trasferì con la famiglia e i figli in paese a Ville.
Questa nuova avventura, non solo ha imparato, ha cercato di fare tesoro di tutto quello che poteva trovare nella tradizione locale e regionale, nazionale ma è chiaro dalle sue parole che è viva la voglia di trovare capire andare ancora oltre.
Sono passati 10 anni, Con la moglie, figlia di uno dei tegliai del luogo ormai ha fatto suo questo mestiere ma mantiene la curiosità e la passione di chi adora il suo mestiere e ama tramandare quello che lo rende felice non solo attraverso una teglia ma anche attraverso le parole.

Vi racconterò di come lui e sua moglie fanno le teglie ma vi assicuro che andare a trovarlo e conoscerli è ancora meglio.

La materia prima è un misto di argille e pietre di colori diversi che si trovano sul luogo, vengono polverizzate e impastate con l’acqua. Con un tornio a piede viene poi steso l’impasto a mo’ di pizza, battendolo, non tirandolo come si potrebbe fare per la lavorazione delle maioliche, poi viene segnato il bordo su cui è incollato un ulteriore cordulo. Viene lisciato il tutto e si lascia ad asciugare all’aria aperta. In seguito le teglie vengono posizionate su assi in una stanza, dove non ci sono correnti d’aria, ad asciugare ulteriormente per due mesi. In questo periodo le teglie vengono ruotate e mosse ciclicamente perché asciughino, lentamente e uniformemente.

Poi avviene la cottura nel forno a legna.
Ho avuto la fortuna di capitare quando ancora le teglie erano all’interno, poco prima di essere sfornate.. anche qui una vera arte, nel costruire all’inizio il forno, nel caricarlo di legna, nel caricarlo con le teglie messe in posizione verticali, nel caricarlo con la giusta legna.
Poi c’è tutto il rito della dimensione e dell’uso che si vuol fare della teglia, si perché ogni teglia è diversa.. sia in dimensione che spessore.. le più grosse sono adatte alla cottura su stufa, le più ampie vanno usate appoggiate agli alari con il fuoco vivo sotto, direttamente nel camino.. quelle un po’ più piccole e sottili si possono usare sulla fiamma del fornello facendo attenzione che il calore si distribuisca bene e uniforme altrimenti… si rompono.

Ma perchè scegliere di cuocere la piadina su una teglia? perchè dicono che la croccantezza e il sapore è unico... quando era usata normalmente nelle campagne c'era il detto:"I caplet i è bon enca sla tègia"... si usava anche per abbrustolire e cuocere ceci e sementi, castagne, per ripassare la polenta, per cuocere i tortelli alla lastra, cantarelle e anche carne e pesce. (tratto dal libricino di Maurizio Camilletti e Rossella Reali: "La poesia leggera delle teglie e dei tegliai")

Dopo un’ora di chiacchiere fitte fitte mi costringo a salutare non prima di avere preso la mia teglia con tanto di crusca per la prima cottura e qualche libretto.

Vi segnalo anche un altro libro davvero ricco di foto d’epoca : “Il nero testo di porosa argilla” Autore: Pier Paolo Zani; Editore: Pazzini.
Il
sito del Comune di Sogliano sul Rubicone per altre informazioni sulle Teglie e Sagre e prodotti tipici.

Essendo ormai ora di pranzo proseguo per la strada e faccio un lungo giro ad anello tornando a Sogliano sul Rubicone patria dei formaggi di Fossa…tutto è deserto ma trovo una piazza con un piccolo ristorante/pizzeria “Il Galeone”.. entrando una famiglia con genitori, nonni e bambini mangiano.. un ciclista attempato, fuori dalla porta, si riposa.. un omino di età indefinita sta finendo di mangiare a un tavolino da solo.
Chiedo se è possibile mangiare un piatto di pasta e con un sorriso il ragazzo mi fa accomodare a sedere.
Arriva subito con i bicchieri e mi presenta il menù del giorno a voce.
Pasta ripiena al pomodoro o con ragù e piselli, pasta asciutta, carne o pesce alla griglia, piselli o verdure grigliate, zuppa inglese o pannacotta.

Scelgo pasta ripiena col pomodoro e verdure grigliate (pomodori di due tipi, patate, zucchine, funghi, melanzane) e con acqua. Mi offrono anche un po’ di pecorino stagionato con le fave (è arrivata una cassetta da poco)
Arriva altra gente, operai del posto, chi si siede da solo chi fa tavolata.. la prima tavolata inizia ad alzarsi e scopro che è la famiglia che gestisce il Bar Ristorante.

Cucina dai sapori di casa, porzioni abbondanti e sapori sublimi che nascono da ottime materie prime, lavorate con la semplicità e bontà dei vecchi tempi.
Un caffè e il conto e un altro sorriso: solo 15 euro.

Un altro giro per il paese deserto e poi si riparte verso casa con il sapore in bocca di qualche cosa di buono, non solo quello che ho mangiato ma anche quello che ho gustato nell’aria, nei colori, nelle parole scambiate solo per il piacere di sapere, conoscere comunicare il bello, le passioni, la vita.

Le teglie di Montetiffi
Maurizio Camilleti
Rossella Reali
Via Montetiffi - Ville
Tel e Fax 0541 940708
47030 Sogliano al Rubicone (FC)

venerdì 9 maggio 2008

Girandole con mozzarella


girelle salate, inserito originariamente da fugzu.

Ho conosciuto per la prima volta questa ricetta frequentando forum di Amici in Cucina, provandola me ne sono subito innamorata per l'originalità, la velocità di impasto a mano e per la semplicità.

Ecco la ricetta trascritta e qualche mia annotazione.

GIRANDOLE CON MOZZARELLA di StefaniaDE,
postata qualche anno fa su Coquinaria.

INGREDIENTI

250 gr di farina ricca di glutine (io ho usato 0)

100 gr di latte


10 gr lievito di birra


5 gr di zucchero


100 gr di mozzarella (se usate una di quelle dei mono-sacchetti mettetela tutta anche se è un po’ di più)


25 gr di burro


5 gr di sale


ingredienti ripieno


1 )
50 gr circa di pomodoro concentrato (ristretto nel tegame), origano secco e parmigiano q.b

2) pomodorini secchi, provola piccante.


Setacciare sul tagliere la farina e tagliare la mozzarella a piccoli pezzettini cominciare a impastare la mozzarella come se si stesse impastando il burro e la farina per una frolla, cercare di disfarla bene con le mani in modo da incorporarla. Attenzione disfate il lievito in poco poco latte (potrebbe non andarci tutto il quantitativo prescritto) e finite di impastare anche tutti i rimanenti ingredienti richiesti. Lavorare bene il composto, raccogliere a palla. metterla in una ciotola unta d’olio, coprire con la pellicola e far lievitare per 20-30 minuti. Facendo attenzione a non risvegliare il glutine, togliere la pasta delicatamente dalla ciotola e stenderla a rettangolo ad uno spessore di circa 2,5 mm.
Spalmare col pomodoro , spolverare con parmigiano e origano, io ho messo pecorino, possiamo mettere quello che vogliamo.
Arrotolare il più stretto possibile formando un salame Mettere in frigo in modo da far indurire un po’ il rotolo così si sarà più facile tagliare meglio i tronchetti dai 1cm,1/2 mm di spessore, disporre su carta forno e far lievitare per circa 60 minuti.

NOTA La mozzarella è stata tritata con il bimby. Uno dei due rotoli è stato arrotolato su un letto di semi di sesamo prima di chiuderlo. I rotoli sono stati congelati e tirati fuori dal freezer al mattino, passati in frigorifero, dopo un po' ancora ben freddi li ho porzionati,e sistemati nelle teglie, ho atteso che riprendessero la lievitazione e messi in forno.

Infornare a 230° per circa 5 minuti.(io le ho tenute in forno un pò di più) ovviamente potete sbizzarrirvi secondo il vostro gusto con i ripieni.
°°°°
Io ho fatto 2 filoncini (raddoppiando la dose)
uno farcito con:
pomodoro ristretto, origano e formaggio coi buchi grattugiato,
l'altro con
pomodorini secchi sottolio, olive nere e formaggio coi buchi grattugiato.


Impasto davvero buono e originale che ho facilmente impastato a mano.
Ho cotto a 230°C per 7 min.
Sono buonissime e soffici.

Qualche altra idea su possibili ripieni:

broccoletti stufati e passati in padella con olio evo,pecorino e cipolla.
pesto di pomodorini,basilico e capperi
pomodoro,basilico cacio cavallo e tanto basilico
cipolla stufata,acciughe,caciocavallo
cipolletta stufata pecorino passolina e pinoli
ricotta,favette (cotte) e pecorino
pomodoro, provola e rucola
pomodorini a dadini, funghi trifolati e un po' di cheddar o del provolone.

CONSIDERAZIONI

Oggi 12 maggio 2008 le ho rifatte... vi scrivo qualche altra considerazione per me, che sono una sempre con la testa tra le nuvole, e per chi si accinge a farle per la prima volta.

Con le dosi indicate ( sopra) si fa un rotolo solo da cui si possono ricavare/tagliare 16 girandole di circa 1 cm di spessore.

Io ho impastato su un piano in legno; prima ho sfregato ben bene i quadretti di mozzarella (quella a panetto da pizza) con la farina, poi ho dato la forma di "cratere" e ho versato all'interno i 100 gr di latte tiepido in cui avevo sciolto il lievito e lo zucchero.

Ho impastato grossolanamente e poi ho aggiunto il sale. Ho impastato bene poi ho aperto leggermente il centro e ho messo il burro tagliato a fettine sottili, ho chiuso e continuato a impastare come fosse un impasto da sfoglia all'uovo.

All'inizio il burro sembrerà appiccicare tutto ma continuando a lavorare verrà assorbito completamente e senza aggiungere farina tornerà di una consistenza simile (appena più morbida ma non appiccicosa) a quella di prima di mettere il burro.

Poi ho messo a lievitare in una ciotola unta di olio e coperta con pellicola per 20 min. Poi ho steso sempre sul piano di legno aiutandomi con pochissima farina, fino a raggiungere una dimensione tipo foglio di album da disegno. Ho spalato con pasata di pomodoro aromatizzata con origano e spolverato con abbondante parmigiano grattugiato.
Con delicatezza ho arrotolato girando dal lato lungo.

Non ho lasciato riposare in frigorifero ma ho tagliato subito, con un coltello di ceramica, facendo attenzione che i rotolini tornassero , sulla teglia nella loro forma rotonda.

Ho lasciato lievitare , coperti da un foglio di nylon , per un'ora e poi ho infornato per 7 minuti a 230°C forno ventilato.

Era la merenda dei miei figli.. e a costo di ustionarsi.. le hanno già spolverati tutti.

CONSIDERAZIONI 2

Ieri le ho rifatte, ma ho provato un nuovo ripieno:
Salmone affumicato
mascarpone
zeste di limone
timo fresco.

Le girandole si sono allargate in cottura ma il profumo e il sapore d'insieme è davvero azzeccato.

CONSIDERAZIONI 3

Ieri pomeriggio ho cotto un paio di rotoli che avevo surgelato tempo fa.
Togliendoli dal freezer alle 12, si possono tagliare dopo circa 30 minuti a rondelle, con un coltello tagliente. Ho posizionato le girandole su teglie foderate di carta forno e le ho coperte con il foglio di nylon. Alle 15.30 le ho infornate a 230°C per 8 minuti.

Perfette!
Quindi i tempi dal prodotto surgelato calcolate circa 3 ore prima di infornare.

CONSIDERAZIONI 4

E' il 15 aprile 2010, le ho fatte dopo tanto tempo, mi ero dimenticata quanto sono buone!
Ne ho impastato, con il Kenwood, una doppia dose, usando mozzarella fiordilatte per pizza e farina forte:
Quando tutti gli ingredienti erano impastati ho aggiunto il sale e per ultimo il burro a pezzetti.

Ho lasciato riposare in una scatola di plastica a chiusura ermetica , l'impasto per 30 minuti, poi l'ho diviso in due e steso.
Per farcire ho usato della polpa di pomodoro condita con sale, pepe, olio e origano, ristretta e raffreddata. poi un trito di olive verdi e cubetti di mortadella. Ho spolverato un rotolo con formaggio coi buchi e l'altro con pecorino.

Ho infornato una teglia alla volta a 230°C forno ventilato per 8 minuti.

Ho ottenuto una teglia per ogni rotolo e ho atteso, una volta tagliate le girandole, che lievitassero un'ora coperte da un nylon. Sono cresciute sia in questa sosta che nella cottura.

Sempre buonissime !

Waffel, cialde, ferratelle o gauffres ?



Tempo fa mi sono decisa a comperare ma "macchinetta" elettrica per cuocere le cialde, poi mi sono imbattuta nel vastissimo mondo delle ricette e sul finire mia mamma mi ha dato un'altra "macchinetta" che le aveva regalato la moglie francese di mio fratello.. per fare le Gauffres (anche questa munita di ricettario).

Ecco qualche ricetta ma ancora devo provare e sperimentare.. soprattutto on ho ancora provato la ricetta salata di Donna.

°°°°°

le mie prime CIALDE con Wafelliera elettrica BOMANN e ricetta relativa:
(ricetta anche su Amici in cucina)

Io ho diviso per 5 le dosi e ho fatto 6 multicialde morbide:
INGREDIENTI:

5 uova
5 cucchiai di acqua calda
100 gr zucchero
1 buccia di limone grattugiata ( o un po' di succo9
150 gr farina
1/2 cucchiaino di lievito in polvere
per dolci

Montare a neve gli albumi poi aggiungere i tuorli e i restanti ingredienti.
Scaldare la macchina per le cialde e versare un mestolino di composto, chiudere dopo pochi minuti è pronto . mangiate con spolvero di zucchero a velo o cioccolata fondente fusa con un po' di burro


°°°
Ecco le due ricette di ricetta di DONNA per ottenerle Cialde croccanti

10 uova
300g di zucchero
400gr di farina
1 bicchiere e mezzo di olio d'oliva (aggiungilo alla fine quando hai unito tutti gli altri ingredienti)
limone grattugiato
1/2 bustina di lievito per dolci


Ecco le cialde salate:

PIZZELLE SALATE

150 di farina (io ho usato 0)
4 uova
125 gr di burro o olio di semi di soia (ho usato olio di semi di arachidi)
1/2 bustina di lievito (per preparazioni salate)
sale q.b. (1/2 cucchiaino scarso)
si possono aromatizzare e personalizzare con pepe, peperoncino, zafferano etc,
ho aromatizzato con 1 cucchiaino raso di paprika
si mangiano con gli affettati, formaggi e pomodori.
Sono venute buonissime, lievemente croccanti.. le abbiamo divorate farcite con formaggi spalmabili , sottoli , prosciutto, speck e pancetta.
°°°°°

GAUFFRES
gauffres, inserito originariamente da fugzu.
ricetta e macchinetta francesi

oggi ho avuto l'ispirazione e ho provato macchinetta elettrica francese (TEFAL con doppio stampo rettangolare) per GAUFFRE e ricetta presa dal ricettario francese.

La macchinetta era stata regalata a mia mamma dalla moglie francese di mio fratello ma mai usata.

Risultato ottimo, ci siamo letteralmente fatti male farcendole con marmellate di fichi, fragole, ciliegia, castagne, nutella e panna montata.

Gauffre Traditionelles

Ingredienti per circa 12/14 pezzi

400 gr farina
330 gr latte
100 gr burro
75 gr zucchero
2 uova
un pizzico di sale
1 bustina lievito in polvere per dolci

Fondere il burro e lasciarlo raffreddare.
Sbattere con una frusta le 2 uova con il latte, poi aggiungere gradualmente lo zucchero, la farina, il lievito, il pizzico di sale e infine lo zucchero. Per ultimo il burro. Cuocere brevemente risultano (rigide, non molli) con lo stampo apposito rettangolare e farcire a piacere.
°°°°°

Devo assolutamente aggiungere un aggiornamento a questo post, per il piacere delle passioni comuni che non hanno confini e generano sempre qualcosa di nuovo, di vivo, di buono!

Grazie a Elga, grazie a Imma e a tutti quelli che si appassionano, provano, creano vivono gustano.
Leggete sul Blog di Imma "Caffeine for two" la storia delle sue:

Pizzelle o Cialde
Ingredienti:
2 uova intere
1 albume
135 gr farina di riso
100 gr zucchero
100 gr olio
pizzico di sale
1 cucchiaino di estratto di anice (o liquore)
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
semi di anice a piacere
°°°
Oggi ho voluto provare una nuova ricetta con la macchinetta elettrica francese (TEFAL con doppio stampo rettangolare) per GAUFFRE e ricetta presa dal ricettario francese.
Gaufres legeres
400 gr farina 00
750 gr latte intero
150 gr burro
125 gr polvere di mandorle
125 gr zucchero semolato
4 uova
1 pizzico di sale
1 bustina lievito chimico
2 cucchiai di Gran Marnier
Io ne ho fatto una mezza dose, ho diviso a metà tutti gli ingredienti e ho ottenuto 14 gaufres.
Ho fuso il burro, frullato le mandorle con la buccia al mixer.
Ho sbattuto le uova con una frusta, aggiunto il latte e il burro, il Gran Marnier e un po' per volta tutti gli altri ingredienti, ottenendo una pastella di media densità.
Ho cotto qualche minuto le gaufres .
Il liquore non si sente e con la farina di mandorle si ottiene un ottimo sapore. Sono davvero buone, appena fatte sono anche croccanti.

CONSIDERAZIONI

Ecco qui la versione salata francese con le patate.

CONSIDERAZIONI 2 

Qui invece la versione tradizionale piemontese che si chiama: Gofri

giovedì 8 maggio 2008

Bomboloni: ricetta base per altre


bomboloni, inserito originariamente da fugzu.

Questa ricetta mi è stata data a un corso di prima pasticceria che ho frequentato tempo fa a Pistoia.

E' la ricetta per ottimi bomboloni e ciambelline fritte ma può essere la base per altre lavorazioni, per ottenere saccottini, cornetti, paste leggermente sfogliate quali ventaglietti o altre forme di fantasia.

La sera si fa il primo impasto che è quello che porta ai BOMBOLONI o CIAMBELLE fritte semplici

INGREDIENTI:
1 kg farina 0
150 gr zucchero semolato
150 gr burro
20 gr lievito birra
3 uova intere
400 gr acqua
15 gr di sale
vaniglia o aromi

Impastare tutti gli ingredienti lasciando per ultimi uova e burro a temperatura ambiente
Otterrete un impasto morbido ma non appiccicoso.
Mettete in una ciotola capace (raddoppia) e coprire con un foglio di pellicola trasparente.
Mettete in frigo per almeno 12/15 ore.

La mattina dopo stendere la pasta che sarà diventata morbida, porosa ma non appiccicosa... a circa 1 cm di spessore, tagliare nelle forme volute e lasciare a lievitare coperto con un nylon per almeno un'ora. Nel caso vogliate fare le ciambelline, poco prima di friggerle "bucatele" con un dito e allargate ruotandolo leggermente.

A fine lievitazione friggere in abbondante olio di oliva e rotolare subito dopo nello zucchero.

°°°°°
Solitamente quando preparo l'impasto base dei bomboloni ne utilizzo una parte per i bomboloni e 1 kg per la SECONDA lavorazione.

°°°°°
SECONDA PARTE LAVORAZIONE: cornetti e varie

INGREDIENTI:
1 kg pasta da bomboloni
200 gr burro temperatura ambiente

uovo sbattuto da spennellare per lucidare prima di infornare
sciroppo di zucchero/acqua 1:1 (freddo) pe lucidare appena sfornati

Farcitura:
gocce di cioccolato, marmellate, creme dense


Ho steso il kg di impasto a uno cm di spessore e nella parte centrale ho messo le fettine di burro uniformemente vicine.
Ho chiuso come il dietro di una busta.. nelle 4 direzioni.
ho usato un piano di plastica e spolverato con farina.. matterello lungo e delicatezza nello stendere la sfoglia in ogni direzione.. mantenendola sempre rettangolare.

Ho fatto tre giri in "piega" come per la pasta sfoglia poi ho steso finalmente a una sfoglia di spessore di 1 cm.
Ho calcolato dei triangoli di h 22 cm di altezza e base 12 e dai ritagli ho ricavato dei rettangoli che poi ho piegato a "saccottino".

Per ottenere dei cornetti con una bella forma una volta tagliato il triangolo di pasta fate un piccolo taglio di circa 1 cm a metà della base e arrotolando divaricate leggermente la fessura.

Ho farcito con gocce di cioccolato tutto poi ho arrotolato i cornetti e chiuso i saccottini (spennellandoli con acqua sui bordi dove dovevano aderire).

Li ho messi sulla carta forno che poi avrei utilizzato nelle teglie dentro un contenitore di plastica con coperchio e li ho lasciati a lievitare a lungo.


A fine mattinata ho fritto i bomboloni e le ciambelline in olio di oliva: l'impasto raddoppiando era molliccio e colloso ma una volta messo nell'olio bollente si gonfiava istantaneamente..

Poi ho acceso il forno ventilato a 170 °C
Ho messo nella prima teglia le cornetti e saccottini ..erano lievitati molto, le ho spennellate con un uovo sbattuto... e una volta che il forno ha raggiunto la temperatura le ho infornati e cotti per 15 minuti.

Sono aumentate ancora.. giganteschi, se mai ricordatevi di farli proporzionalmente più piccoli.

Intanto ho preparato uno sciroppo con acqua e zucchero nella stessa quantità ( 20 gr acqua e 20 gr zucchero) l'ho lasciato raffreddare e l'ho usato per spennellare e lucidare i cornetti appena sfornati.

Potete anche non farlo e spolverali solo con zucchero a velo, risulteranno appena meno dolci ma in generale questo impasto non è molto dolce.


Il risultato è stato sconvolgente...

Avevo già provato un paio di volte questa ricetta ma non so se è stata la maggior abilità , l'impastare col kenwood o altro.. questa volta mi sono..stupita di me stessa: ogni volta che li rifarete miglioreranno!

La cosa interessante è che questo è solo l'inizio per lavorazioni con frutta e marmellate. Si possono fare treccine, ventaglietti... dare sfogo alla fantasia!

°°°°

Ecco altre varianti sempre partendo dalle dosi della SECONDA lavorazione:

ho calcolato dei triangoli di h 12 cm di altezza e base 4, o rettangoli sempre di base 4 e altezza 12 tagliati nel centro e passati due volte, oppure ho girato nella parte centrale i rettangoli e tagliato le estremità a mo' di ventaglio.

Ho spennellato con 1 uovo e 10 gr latte. Su alcuni ho messo qualche granella di zucchero.


Li ho messi sulla carta forno che poi avrei utilizzato nelle teglie coperto con un foglio di nylon e ho lasciati a lievitare.. a lungo, circa 3/4 ore.


Forno ventilato a 170 °C per 15 min

Appena sfornati ho spennellato con uno sciroppo freddo 1:1 acqua e zucchero

Ho ottenuto circa 30 pezzi.


Treccia russa

treccia russa, inserito originariamente da fugzu.

Questa ricetta è di Manu63 di Cookaforum, sembra difficile ma seguendo passo passo le indicazioni, qui e sul post direttamente (sono molto precise e fotografate nel dettaglio) il risultato è buonissimo e molto scenico.

La treccia ha tre lievitazioni ma se uno ha fretta può aumentare leggermente la dose di lievito di birra e fare direttamente l'impasto con tutti gli ingredienti.

Può essere cotta su una teglia foderata di carta forno, in uno stampo da pane in cassetta o in uno stampo col buco: l'effetto è sempre garantito.

INGREDIENTI:

10 gr lievito birra (fino a 20 gr per velocizzare lievitazione)
200 ml latte
90 gr zucchero
90 gr burro morbido
2 uova intere medie
500 gr farina 0 ( nella ricetta non è specificato 0 o 00; comprende anche quella del lievitino e può aumentare a 600 gr se le uova sono grosse)
1 cucchiaino raso di sale

FARCITURA:
50 gr burro a pomata
poco zucchero di semola a spolvero
100 gr cioccolata fondente al 70% tagliata scaglie piccole

DECORO:
in ugual peso, poche nocciole, mandorle, noci tritate grossolane

LUCIDATURA:
sciroppo 1:1 freddo composto da:
30 gr zucchero semolato
30 gr acqua

PROCEDIMENTO:

Sciogliere il lievito nel latte aggiungere , mescolando con una frusta un po' per volta della farina fino ad ottenere una crema densa. Coprirla con una abbondante spolverata di farina e lasciare lievitare circa 30 minuti, fino a quando raddoppia e la superficie si creperà.
Se avete difficoltà prendete una pentola con un dito di acqua calda e appoggiatevi sopra il contenitore, otterrete così velocemente la spinta di partenza.


Impastate dopo circa mezz'ora il lievitino con la farina, le 2 uova, il sale e il burro morbido fino ad ottenere una bella palla soffice ma non appiccicosa.
La metterete nuovamente a lievitare per circa un'ora coperta da un nylon finchè raddoppierà.


Rovesciate su un un piano in plastica ben infarinato, l'impasto, infarinate leggermente anche le mani e la parte superiore del composto lievitato.

Con delicatezza stendetelo molto sottile in modo da ottenere un rettangolo grande quasi come il piano di lavoro.

Riducete a pomata i 50 gr di burro della farcitura e con l'aiuto del dorso di un cucchiaino stendetelo su tutta la superficie.
Spolverate con poco zucchero semolato e se volete, come ho fatto io , anche con delle piccole scaglie di cioccolato fondente.

Con delicatezza arrotolate la sfoglia dal lato lungo facendo attenzione che i bordi combacino sempre.


Tagliate, con un coltello molto tagliente e se mai leggermente infarinato, da una estremità del rotolo, un pezzetto di circa 3/4 cm che diventerà la rosa finale della treccia.

Prendere il rotolo restante e tagliatelo per il lungo, sempre facendo attenzione a non schiacciarlo, senza arrivare fino in fondo ma lasciando 3/4 cm di una delle estremità integre: diventerà la seconda rosa della treccia.

Con la mano prendete la parte integra del rotolo e sollevatela, ruotatela verso il basso fino a passare tra i due lembi tagliati; sistemate i due lembi accostai alla rosa così formata e formate la treccia incrociando i due lembi, mantenendo la parte a strati verso l'alto.
Chiudere la treccia lasciando un leggero spazio in cui inserirete il pezzetto che avevate tagliato all'inizio.
Allargate leggermente gli strati dei rotolini/rose delle estremità in modo che somiglino ancora di più a delle rose.

(Tutti i passaggi sono fotografati nel post originario della ricetta)

Ecco la terza lievitazione: per un'altra ora fino al raddoppio.
Ho fatto una piccola variazione sull'originale e ho spolverato con granella mista di nocciole, mandorle e noci.

Ho infornato a 180°C forno ventilato per 35 minuti ma ho abbassato leggermente la temperatura a metà cottura.

Nel frattempo ho preparato uno sciroppo di zucchero e acqua in uguale proporzione e l'ho lasciato raffreddare. Ho spennellato abbondantemente la treccia appena sfornata in modo da lucidarla e ammorbidirla leggermente.

Ho lasciato raffreddare su una griglia e poi spolverato con poco zucchero a velo.

Preparazione e sapori sono stati una vera rivelazione: questa treccia non è troppo dolce e una volta fatta il procedimento è davvero facile.

Le varianti di farcitura possono essere infinite fermo restante la base di burro: con marmellate, amaretti sbriciolati, granella di frutta secca, il risultato sarà sempre soffice, delicato, equilibrato e non troppo dolce e burroso.
Le varianti di forma sono molteplici: nello stampo da plumcake verrà più alta, in quello tondo col buco il rotolo iniziale dovrà essere trattato come due trecce messo a mo' di braccialetto all'interno. si potranno fare anche tante rose singole mettendole dentro a stampi monoporzione o semplicemente su teglie foderate di carta forno.


Ho in mente anche di provare questa nuova lavorazione con un mio vecchio impasto "multiuso", quello dei miei bomboloni... ma ve lo racconterò poi...

Grazie ancora Manu63 !